30 Ott

Assemblea dei frati della Custodia Provinciale d’Oriente e Terra Santa

I frati della Custodia d’Oriente e Terra Santa si sono riuniti nel convento di Sant’Antonio a Istanbul tra 23-26 ottobre 2017 per un tempo di formazione e condivisione.

 

Nella presenza del Ministro Provinciale della Romania, fra Teofil Petrișor, questi giorni sono stati molto intensi richiamando ogniuno a meditare sulle nostre presenze e le attività svolte nella Custodia. Il relattore di queste giornate, fra Marius Petru Bîlha, ha aiutato i frati a meditare sulla via della consacrazione e la dedicazione alla missione nella semplicità ma anche nella prudenza dello Spirito Santo.

La condivisione fraterna è stato un altro elemento che a aiutato i frati a sentire insieme il loro lavoro per il Regno di Dio in queste terre. La Custodia ha una grande diversità e richezza di lingue, culture, attività. Percio queste giornate insieme hanno rapresentato un momento di rafforzare lo spirito fraterno.

Questo incontro fa parte dal cammino verso il Capitolo Custodiale Ordinario che sarà celebrato prossimo anno.

 

fr. Lucian Abalintoaiei

Flickr Album Gallery Powered By: Weblizar
07 Lug

Pellegrinaggio sui passi di san Massimiliano Kolbe

Tra 21 – 30 maggio 2017, i frati della Custodia Provinciale di Oriente e Terra Santa del OFMConv hanno percorso un cammino spirituale in Pologna sui passi di san Massimiliano Kolbe nell’anno in cui ricordiamo 100 anni dalla fondazione della Militia Immaculatæ.

 

Come ogni anno, anche quest`anno, per i frati della Custodia dOriente e Terra Santa, è stato organizzato un periodo di ritiro spirituale in Polonia. Il ritirio ha avuto un taglio mariano perché in quest’anno si ricordano 100 anni dalla fondazione della Milizia dell’Immacolata da parte di san Massimiliano Kolbe insieme ad altri sei frati minori conventuali a Roma.

Il ritirio, è stato pensato e preparato da padre Martin Kmetec, il nostro Vicario Custodiale, in collaborazione con fra Dariusz Wiśniewski. Ogni partecipante à questo pellegrinaggio ha offerto il suo contributo spirituale con riflessioni e omelie.

La sera del 21 Maggio, con il nostro arrivo nel convento di Varsavia e con l’accoglienza molto gioiosa dei nostri frati polacchi è iniziata la nostra itineranza.  Dopo una visita al centro storico della città padre Dariusz ci ha condiviso una riflessione sulla tema Ebraismo, relazioni con la chiesa, antisemitiso come una preparazione in vista della visita al museo degli ebrei polacchi. Qui, abbiamo avuto la possibilità di capire meglio la storia degli ebrei polacchi, dal loro arrivo in questo paese fino ad Auschwitz con tutto ciò che significa la loro vita religiosa, politica, economica e domestica. Nel pomeriggio siamo andati per una visita e per pregare nella chiesa della Divina Provvidenza.

La nostra presenza à Varsavia si è terminata con una messa celebrata all’altare dedicato alla memoria dei beati martiri Michał Tomaszek e Zbigniew Strzalkowski, due frati minori conventuali martirizzati nel 1991 in Perù.

Con una riflessione intitolata Devozione populare mariana, padre Martin ci ha spiegato come Maria ancor dall’inizio della chiesa fino ad oggi ha avuto in mezzo al popolo di Dio un posto molto importante, sia con una preghiera, sia con un canto o un edificio a Lei dedicato, come figura di Madre di Dio e madre nostra ed è presente sempre nelle nostre vite. Con questa riflessione padre Martin ci ha introdotto nell’atmosfera del santuario della Madonna a Licheń.

La sera, siamo arrivati al seminario di Łódź. Qui, erano riuniti i frati e gli studenti di due provice: Varsavia e Danzica. Ci hanno accolto con tanta gioia e molto affetto fraterno. I frati del convento, vicino al seminario, ci hanno spiegato la storia della chiesa e poi, abbiamo vissuto una bella serata di fraternità.

Prossimo giorno siamo partiti verso il santuario della Madonna Nera à Częstochowa. Qui, siamo arrivati accompagnati da un’abbondante pioggia. Entrati nel santuario, abbiamo avuto la gioia e la possibilità di concelebrare una solenne messa avendo intorno numerosi bambini, che avevano ricevuto Gesù per la prima volta nel loro cuore e un grande numero di pellegrini. Dopo la messa ognuno di noi si è soffermato davanti al quadro miracoloso della Madonna per offrirle preghiere e suppliche.

In seguito presso il convento delle Piccole Sorelle di Gesù fra Iosif Robu ha fatto una riflessione avendo come soggetto Massimiliano Kolbe e la missione. Per San Massimiliano alla radice di ogni missione sta l’amore, un amore che è come una fonte creatrice. Per il Santo, ogni missione ha come centro di partenza il cuore di ognuno di noi.

Pieni di speranza e di consapevolenza che la Madre di Dio, in ogni tempo e’ vicina a noi e ci accompagna sempre, nelle gioie e nelle difficolta’ abbiamo lasciato questo luogo santo e siamo partiti verso Cracovia. Qui abbiamo scoperto le meravigliose chiese della città, la Basilica Arcicattedrale di San Stanislao e San Venceslao sulla collina di Wawel con il Castello Reale, il luogo dove il papa Giovanni Paolo II celebrò la sua prima Messa. Nei pressi di Cracovia abbiamo visitato il Santuario della Divina Misericordia. Qui abbiamo avuto l`opportunità di visitare la tomba di santa Faustina Kowalska.

Fra Anton Bulai ha condiviso una riflessione sulla Divina Misericordia sottoliando il desiderio di Gesù apparso a Santa Faustina con queste parole: “La prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta”.

Lasciando questi luoghi, siamo andati verso la salina di Wieliczka. Qui abbiamo fatto una visita guidata alla Miniera di sale, una delle più antiche del mondo. Nel pomeriggio siamo arrivati à Wadowice, città natale di papa Wojtyła dove si trova il nuovo museo del Papa, realizzato nell’abitazione dove nacque e visse la sua giovinezza. A sera siamo arrivati al convento dei nostri confratelli a Harmeze. Qui, dopo la preghiera dei vespri, padre Iosif Petrila ci ha tenuto una riflessione sulla vita e l’insegniamento di San Giovanni Paolo II.

Il mattino del 27 maggio siamo arrivati al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il campo di concentramento nazista, fabbrica di orrori e di morte. Qui, ci aspettava una guida di lingua italiana. Vedendo le orme di quell’orrore e sentendo le spiegazioni della guida eravamo senza parole. Abbiamo visto anche il luogo in cui san Massimiliano si offrì in cambio con la vita di un padre di famiglia, per morire in modo atroce, affamato dalle SS, nella cella dove è morto e poi da fuori, vicino alla finestrella abbiamo avuto un momento di preghiera. Il nostro cammino spirituale ha percorso poi il cammino della croce di Gesù portando nel cuori cosi tanta sofferenza del mondo.

Tornando à Harmeze, nella mattinata abbiamo celebrato la messa della Solennita’ dell’Ascensione del Signore e poi siamo partiti verso Niepokalanów. Sulla strada fermandoci per una sosta à Częstochowa, fra Mihăiță Herciu, ha condiviso una riflessione sull’Immacolata Concezione di Maria, rilevando come San Massimiliano propone l’esempio di Maria a tutti i cristiani. L’Immacolata ci mostra che siamo colmi del dono della grazia di Dio che ci dispone ad essere santi e che siamo chiamati al massimo impegno, sul suo esempio, perché si realizzi la nostra via di santificazione.

A sera siamo giunti al convento Niepokalanów fondato da Massimiliano Kolbe. Qui, abbiamo visitato la città dell’Immacolata, con le grandi opere che il santo lì ha rializzato.

Nell’ultimo giorno fra Piotr Szczepanski, Vicario Provinciale della Provincia dei Frati Minori Conventuali di Varsavia e ci ha parlato della vita di San Massimiliano evidenziando diversi aspetti della vita di San Massimiliano, partendo dalla sua missione in Japonia fino a Auschwitz.

 

fr. Mihăiță Herciu

Pellegrinaggio In Polonia

Flickr Album Gallery Powered By: Weblizar

22 Giu

L’ordinazione sacerdotale nella basilica di Sant’Antonio à Istanbul

Sabato, 17 giugno 2017, nella basilica Sant’Antonio à Istanbul, fra Andrew Hochstedler OFMConv è stato ordinato sacerdote.

 

Per questo momento significativo si sono riuniti dei frati dalla Custodia Provinciale di Oriente e Terra Santa dei Frati Minori Conventuali, altri frati dal Italia, Croazia, Francia, Stati Uniti, sacerdoti del Vicariato Apostolico di Istanbul insieme al vescovo Ruben Tierrablanca OFM, familiari e amici di fra Andrew.

 

La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Cesar Essayan OFMConv, vescovo di Beirut, quale in qualità di frate e custode della Custodia di Oriente ha accompagnato il neo-presbitero nel suo cammino vocazionale fino in questo momento quando essendo vescovo lo ha ordinato sacerdote.

 

Per una buona preparazione interiore, prima della Messa tutti i ospiti e tanti turisti e amanti della musica hanno avuto la possibilità di godere il concerto del organista romeno, Eduard Antal, che ha portato la gioia è ha creato un contesto favorevole per la celebrazione che succedeva.

 

Al inizio della Santa Messa, fra Martin Kmetec, Vicario della Custodia, ha salutato tutti i presenti ringraziando il Signore per il dono offerto alla Custodia per fra Andrew che è ordinato nella basilica di Sant’Antonio a Istanbul. Nello stesso tempo ha sottolineato che non si conosce che in questa basilica sia stato mai ordinato un sacerdote.

 

Nell’omelia mons. Cesar Essayan ha ricordato il messaggio di papa Francesco del 10 giugno 2017 in qui diceva che la vita non può sopravvivere se non grazie alla generosità di un’altra vita. Infatti ricordando San Massimiliano Kolbe che diede la sua vita per salvare un’altra vita nel 1941 à Auschwitz il vescovo di Beirut ha invitato fra Andrew di considerare questo esempio. Essere sacerdote è una grazia del Signore ma nello stesso tempo la grazia, il dono, si trasforma in dono per gli altri.

 

Fra Andrew Hochstedler è nato il 20 luglio 1983 à Istanbul in una famiglia protestante. Dopo tre anni di lavoro come giornalista, in 2008 comincia il suo cammino vocazionale nel convento Sant’Antonio a Istanbul e poi entra nel postulato à Brescia (IT). Ha studiato la filosofia all’Istituto Teologico di Assisi e la teologia al università Seraphicum à Roma. I voti solenni nell’ordine dei Frati Minori Conventuali gli ha emessi nella basilica di Sant’Antonio à Istanbul il 13 settembre 2014. Fra Andrew è stato ordinato diacono nella parrocchia di Saint Antoine à Beirut il 4 dicembre 2016.

 

Pieni di speranza e di gioia ringraziamo il Signore per questo grande dono e con la nostra preghiera accompagniamo fra Andrew nella novità del suo cammino di servizio sacerdotale.

fr. Lucian Abalintoaiei OFMConv

Omelia di mons. Cesar Essayan all’Ordinazione di fra Andrew Hochstedler

Ordinazione Sacerdotale A Istanbul

Flickr Album Gallery Powered By: Weblizar
24 Nov

Celebrazione eucaristica per la nomina di un nuovo parroco Basilica di Sant’Antonio a Istanbul

Sabato, 15 ottobre, è stata celebrata una messa speciale nella Basilica di Sant’Antonio a Istanbul per la nomina di un nuovo parroco, il frate francescano rumeno trentaduenne, Iosif Robu. La messa è stata preseduta dal vescovo cattolico latino di Istanbul, Mons. Ruben Tierrablanca.

Sette frati rumeni, colleghi di padre Robu dai suoi anni di seminario, erano presenti, avendo viaggiato da vari paesi per festeggiare il loro amico che vive a Istanbul da quattro anni.

Vescovo Tierrablanca ha cominciato la messa aspergendo il nuovo parroco con acqua santa, dopo di che padre Robu ha letto dalla Bibbia e Tierrablanca ha predicato. Poi, il decreto nominando Robu come parroco è stato consegnato a Padre Martin Kmetec e letto in latino. Di seguito Mons. Tierrablanca ha consegnato il decreto, insieme con le chiavi della chiesa, a padre Robu. Dopo la comunione Padre Robu ha ricevuto una preghiera particolare di benedizione e poi il parroco precedente, Padre Anton Bulai, è stato ringraziato per i suoi 13 anni di servizio in questo ruolo.

In occasione della nomina del nuovo parroco la messa è stata abbellita con l’animazione musicale di Asya Kafkasya ed il coro parrocchiale. Dopo il canto finale di “Ave Maria” tutta l’assemblea si è recata nella sala San Francesco per continuare i festeggiamenti con la cena.

SAT-7 TÜRK/ Nathalie Ritzmann- İstanbul

(http://haber.sat7turk.com/sen-antuan-kilisesinde-yeni-basrahip-icin-ozel-ayin-yapildi/)

Nuovo Parroco A Istanbul

Flickr Album Gallery Powered By: Weblizar

22 Dic

Anche Gesù Bambino era un profugo

Nella chiesa di Sant’Antonio, a Istanbul, il presepe con i vestiti dei bambini siriani annegati mentre cercavano di raggiungere l’Europa

Scarpette, pantaloncini inzaccherati, zainetti, un peluche e giubbotti di salvataggio: gli istanbulioti che come d’abitudine affollano il cortile della chiesa di S. Antonio per osservare il presepe allestito dai frati francescani, quest’anno hanno trovato una Sacra Famiglia abbigliata in modo insolito. Mani pietose che si sono occupate dei bambini siriani annegati nelle acque dell’Egeo mentre tentavano di raggiungere la Grecia dalla Turchia – per tutti la meta è l’Europa, per quanto arcigna si dimostri nella disponibilità ad accoglierli –, hanno inviato a Istanbul alcuni degli indumenti dei piccoli.

E i frati conventuali hanno deciso che, se non in Europa, i bambini hanno guadagnato almeno il diritto di entrare nel presepe a fare compagnia a Gesù con il ricordo delle loro piccole vite. “Non si può ignorare la tragedia che si sta consumando a poca distanza da noi – afferma il frate Guardiano Iulian Pista -, altrimenti il presepe da sacra rappresentazione diventa un teatrino idilliaco. La sacralità deve incontrare la quotidianità della vita delle persone”.

Secondo i dati diffusi dall’Unicef all’inizio di dicembre, almeno 185 bambini sono morti in naufragi nel mare Egeo, lungo la rotta tra la Turchia e la Grecia, nel 2015 (sono 700 in tutto il Mediterraneo). Il primo a schiaffeggiare la nostra attenzione è stato il piccolo Aylan, il bambino curdo-siriano di 3 anni annegato a inizio settembre con la madre e il fratellino di 5 anni. L’immagine del suo corpicino a bocconi sulla spiaggia ha fatto il giro del mondo e ha scosso le coscienze. Almeno per un po’. L’ultima è Sajida, siriana anche lei, 5 anni, trovata sulla spiaggia di Pirlanta a Cesme. E’ solo di qualche ora fa la notizia che degli occupanti di un’imbarcazione affondata al largo di Bodrum, solo quattro sono stati salvati dalla guardia costiera turca mentre altri otto sono morti e tra questi cinque bambini.

Nelle strade intorno alla chiesa di sant’Antonio, a metà strada tra la torre di Galata e piazza Taksim, nell’antico quartiere di Pera, è facile imbattersi nei bambini di famiglie rifugiatesi qui dalla Siria o dall’Iraq. Le loro mamme, al martedì pomeriggio, vengono a prendere il pane dei poveri di sant’Antonio, una tradizione francescana che ha conosciuto nuove e più urgenti richieste con l’arrivo in città di centinaia di migliaia di profughi siriani.

Meno male che soccorre la generosità di coloro che frequentano la chiesa, musulmani per la stragrande maggioranza, perché in Turchia i cristiani delle varie confessioni raggiungono solo lo 0,15 % della popolazione. Nei giorni precedenti il Natale la chiesa, addobbata a festa con ghirlande natalizie e decorazioni che hanno tutto il sapore della tradizione polacca e rumena dei frati della comunità, è aperta al flusso continuo di migliaia di visitatori. “E’ la nostra realtà e qualcosa che deve richiamare la nostra attenzione”, commentano per la maggior parte guardando l’allestimento del presepe che brilla di luci sotto lo sguardo benevolo della statua di Giovanni XXIII.

La Madonna del presepe di S. Antonio ha un giubbotto di salvataggio con il numero 26. Se invece di fuggire in Egitto a dorso di un asino ai tempi di Erode, si fosse trovata a dover cercare la salvezza via mare ai giorni nostri, probabilmente l’avrebbe indossato anche lei. “In fondo – commenta fra Iulian – anche Gesù Bambino è stato un profugo”.

Tanti bambini riescono ad arrivare – ha ricordato papa Francesco ai bambini dell’Azione cattolica ragazzi che ha incontrato il giorno del suo compleanno, il 17 dicembre, e che gli hanno raccontato dell’iniziativa di carità scelta per quest’anno a sostegno dei migranti in arrivo nel territorio della diocesi di Agrigentoaltri no…Tutto ciò che voi farete per questa gente è buono: grazie di farlo!”.

CHIARA SANTOMIERO (http://it.aleteia.org)