14 Ago

P. Bizzeti SJ vicario apostolico dell’Anatolia

Nel giorno in cui ricorre la memoria di p. Massimiliano Kolbe, papa Francesco ha nominato vescovo p. Paolo Bizzeti SJ con l’incarico di vicario apostolico dell’Anatolia. In data e luogo ancora da definirsi, verrà ordinato vescovo e tra qualche mese inizierà il suo servizio pastorale nella regione ecclesiastica che va da Antiochia sull’Oronte (oggi Antakya) e Tarso – nel profondo sud della Turchia – fino alle coste del Mar Nero, con le città di Trabzon e Samsun.

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Già nel 1984 p. Bizzeti aveva chiesto ai superiori di essere inviato come missionario in Turchia:

“Avevo intuito l’importanza di quella terra per la Chiesa e la sua estrema povertà di persone consacrate, ma i tempi non erano ancora maturi”.

Da allora il suo amore e interesse per questo Paese – così fondamentale nella storia del cristianesimo primitivo – ha continuato a crescere.

“Ho approfondito la conoscenza dei tanti luoghi biblici (Antiocha, Tarso, Efeso), delle piccole comunità cristiane esistenti, ho portato molti gruppi di pellegrini, ho scritto una guida, ci sono stato in vacanza … insomma è un Paese che amo. Amo la sua gente, la sua natura, la sua storia”.

Il suo primo pensiero è rivolto alle comunità cristiane dell’Anatolia:

“Vengo a voi con il sincero desiderio di servirvi e di imparare dalla vostra coraggiosa vita di cristiani in situazioni spesso difficili. Abbiate misericordia verso di me!”.

Padre Bizzeti succede a monsignor Padovese, assassinato cinque anni fa:

“Per me è un onore poter continuare la sua missione e attestare ai cattolici locali che la S. Sede non li ha dimenticati. Sarebbe mio desiderio fare da ponte tra comunità cristiane turche e comunità italiane, in modo che, come dice l’apostolo Paolo, possa esserci un vero scambio di doni, di carismi, di opportunità”. E precisa: “Non intendo fare nessun proselitismo. Anche il Papa è stato molto chiaro su questo punto. Desidero aiutare i cristiani a vivere in pienezza nelle Chiese locali, a custodire la loro preziosa identità e a essere cittadini leali di un Paese che potrà crescere sempre meglio se valorizza le diversità”.

CHI È P. PAOLO BIZZETI SJ?

Bibbia, Medioriente, giovani e famiglia

Fiorentino, 67 anni, una laurea in lettere e filosofia a Bologna, con una tesi sul libro della Sapienza, un baccalaureato in Teologia alla sezione san Luigidella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale a Napoli (PFTIM) e una licenza in Filosofia alla Pontificia Facoltà Aloisianum di Gallarate. Una passione per la Bibbia e il Medioriente e una grande attenzione ai giovani e alle famiglie giovani, che nel suo ministero apostolico lo hanno portato a inventarsi corsi e iniziative originali.

Padre Bizzeti ha tenuto corsi per guide spirituali di pellegrinaggi in Medio Oriente, seminari di studio in Terra Santa (con il prof. Francesco Rossi De Gasperis SJ) e ha organizzato e guidato sessioni bibliche di studio e pellegrinaggi in Medio Oriente: Egitto (5 volte), Iran (3 volte), Israele (30 volte), Siria (5 volte), Turchia (40 volte); 12 giorni la durata media dei pellegrinaggi.

Una passione che ritorna nelle sue pubblicazioni, come quella dello scorso anno dedicata alla Turchia (Guida biblica, patristica, archeologica), e in altri testi come Fino ai confini estremi. Meditazioni sugli Atti degli Apostoli, tradotto anche in rumeno. Bizzeti è fondatore e presidente di “Amici del Medio Oriente Onlus” (AMO), già libera associazione fondata a Firenze nel 1993; è inoltre cofondatore e vice presidente di “Tavola Pellegrini Medio Oriente” (TPM).

E’ cofondatore e guida spirituale della comunità di famiglie “Maranà-tha” a San Giorgio di Piano (BO) e guida spirituale della comunità di famiglie “Il Mulino” di Vicchio (FI). Esperienze che lo hanno portato a scrivere il libretto Crescere con i figli. Educazione alla fede in famiglia.

Curriculum vitae

Padre Paolo Bizzeti è nato a Firenze il 22 settembre 1947. E’ entrato nella Compagnia di Gesù nel noviziato di Lonigo (VI) il 21 novembre 1966. Il 21 giugno 1975 è stato ordinato presbitero a Firenze dal cardinal Florit.

La destinazione successiva è stata a Bologna dove ha operato pastoralmente dal 1975 al 2007, fatta eccezione per gli anni 1988-1995, trascorsi a Firenze come Superiore della comunità, delegato del padre Provinciale per la pastorale vocazionale e assistente della Comunità di Vita Cristiana (CVX).

Il 12 giugno 1982 la definitiva incorporazione alla Compagnia di Gesù come padre professo.

A Bologna ha fatto innanzi tutto studi universitari conseguendo la laurea in Lettere e Filosofia con una tesi sul Libro della Sapienza. Ha fondato i Gruppi La buona Notizia e cofondatore della comunità di famiglie Maranà–tha. Ha accompagnato la nascita della Tenda di Abraham, un’altra comunità di famiglie. L’accompagnamento di laici, famiglie, sacerdoti, religiosi è stato una costante di tutta la sua attività apostolica dovunque abbia operato. Dal 1995 è stato Direttore del Centro di Spiritualità Villa S. Giuseppe, a Bologna. Dal 1998 anche Superiore della comunità.

Una delle attività principali è stata quella di aiutare giovani nel discernimento sul loro stato di vita come Delegato del padre Provinciale

per la pastorale vocazionale e per l’apostolato giovanile. Per questo ha fondato Sulla Via di Damasco, un luogo dove ragazzi e ragazze potessero cercare in pace la loro strada per servire Dio e il prossimo.

Dal 2007 è a Padova. Fino al 2013 è stato rettore della comunità dell’Istituto Filosofico Aloisianum per i giovani gesuiti italiani ed europei e Direttore del centro Antonianum per la formazione del laicato. Ha tenuto dei corsi anche presso la Facoltà Teologica del Triveneto (FTTR) e l’ISSR di Padova.

Ha guidato ripetutamente pellegrinaggi in Terrasanta e in Turchia (oltre che in altri Paesi del Medio Oriente) e sui luoghi di S. Ignazio di Loyola in Spagna.

Il 14 agosto 2015 papa Francesco lo ha nominato vescovo affidandogli il vicariato apostolico dell’Anatolia.

Bibliografia

Sapienza. Struttura e genere letterario (ed. Paideia, 1984)

Anamnesi di una scampata viva. Saggio di narrativa biblico-teologica (ed. LIPA, 1994)

Il favo stillante (ed. LIPA, 1996)

Crescere con i figli. Educazione alla fede in famiglia (ed. EDB, 2004)

Fino ai confini estremi. Meditazioni sugli Atti degli Apostoli (ed. EDB, 2008)

La Turchia. Guida biblica, patristica, archeologica (ed. EDB, 2014)

Sitografia:

www.amo-fme.org

www.maranacom.it

www.mulinocasole.it

www.tendadiabraham.it

www.antonianum.info

www.anadolukatolikkilisesi.org

(http://news.gesuiti.it/roma-p-bizzeti-sj-vicario-apostolico-dellanatolia/)

14 Ago

Papa Francesco in Turchia

Papa Francesco tra 28 e 30 novembre ha visitato la terra di Turchia. L‘evento ha toccato molto il mondo intero almeno per due soggetti molto forti: il dialogo con il mondo musulmano ma anche il cammino verso l’unità con la Chiesa Ortodossa. Per noi, i frati minori conventuali che viviamo qui, oltre i messaggi che il Santo Padre a indirizzato in questi giorni, il momento e stato anche vissuto in modo personale come un incoraggiamento e una particolare benedizione.

Turchia, terra santa dove la Chiesa dai tempi di inizio a lasciato le sue impronte non vive oggi un momento favorevole. Però anche in quei tempi non era molto semplice predicare e vivere come messaggeri di Gesù. In questa benedetta terra, papa Francesco con il suo cuore che ama le periferie e venuto per incontrare l’altro, sia il musulmano, sia la chiesa ortodossa. La piccolissima Chiesa Cattolica di Turchia e stata colma di gioia di sentire che non cammina da sola ma insieme con la Chiesa Universale e che il Papa la guida per le vie dello Spirito.

Nel primo giorno della visita, davanti alle autorità turche che ha incontrato a Ankara, il messaggio di papa Francesco e stato quello che si deve riconoscere le differenze senza di che non si può costruire la pace. Perciò, diceva, è fondamentale che tutti godano dei stessi diritti e che rispettino i stessi doveri in qualità di cittadini. La libertà religiosa e quella di espressione, garantite a tutti, diventino strumento di pace. Parlando di pace a sottolineato anche il fatto che il fondamentalismo e il terrorismo strumentalizzano la religione e che la pace ha bisogno di dialogo, rispetto per il diritto e di giustizia.

A Istanbul, nella cattedrale dello Spirito Santo, celebrando l’Eucaristia, e poi nella preghiera ecumenica con il patriarca ecumenico Bartolomeo I nella cattedrale san Giorgio, il Santo Padre ha aperto il discorso sull’unità della Chiesa. È un dovere per noi di lasciare lo Spirito che ci conduca verso l’unità vera che supera i calcoli umani. Solo lo Spirito può portare a sorpassare le discordie tra i cristiani. Papa Francesco a sottolineato che il vero dialogo e sempre un incontro tra persone e non solo un confronto di idee.

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I frati minori conventuali hanno partecipato in modo molto attivo a questo incontro sia essendo vicini al livello organizzativo, sia aiutando i numerosi turisti che entrano nella chiesa di Sant’Antonio a partecipare e capire il momento storico della visita del Santo Padre in Turchia. Per questo si è svolta davanti alla chiesa una bella mostra con delle foto e spiegazioni dei precedenti incontri: tra papa Paolo VI con il patriarca Atenagora e tra papa Francesco con il patriarca Bartolomeo. La Messa celebrata nella cattedrale dello Spirito Santo è stata trasmessa tramite un o grande schermo. È stato bello vedendo la moltitudine di gente che a riempito la chiesa.

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Per noi, i frati minori conventuali dalla Turchia e stata una grande gioia di poter godere di un incontro privato con papa Francesco. La sua semplicità sorridente ci ha incoraggiato ma anche ci ha insegnato che il presente non si interpreta in modo negativo ma pieno di speranza. Infatti non siamo noi quelli che facciamo delle meraviglie ma lo Spirito Santo che sorpassa sempre i nostri limiti.

Papa Francisc cu fratii franciscani din Turcia

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